Il microonde scalda gli alimenti con costi inferiori rispetto al fornello tradizionale. La differenza emerge soprattutto quando si deve riscaldare acqua o piatti già cotti. Il motivo è nel modo in cui ogni apparecchio trasferisce il calore: il microonde agisce sulle molecole d'acqua presenti nel cibo, mentre il fornello riscalda tramite una piastra o una fiamma che poi cede energia all'aria circostante e al contenitore.

I consumi energetici del microonde variano tra 600 e 1200 watt a seconda del modello. Un fornello elettrico consuma tra i 2000 e i 3000 watt. Per scaldare mezzo litro d'acqua, il microonde impiega circa tre minuti, il fornello elettrico il doppio del tempo. Un fornello a gas è più efficiente dell'elettrico, ma comunque più dispendioso del microonde perché cede calore all'ambiente.

L'acqua e il test più semplice

Scaldare acqua è il confronto più diretto tra i due metodi. Con il microonde, mezzo litro d'acqua raggiunge l'ebollizione in due minuti e mezzo circa, usando una potenza media di 800 watt. Il consumo energetico è di circa 33 watt per ora. Con un fornello elettrico da 2000 watt, lo stesso mezzo litro impiega quattro minuti, con un consumo totale di circa 133 watt per ora. Il microonde vince nettamente.

Con il fornello a gas il calcolo è più complesso, perché il consumo non è misurato in watt. Una fiamma media consuma circa 2 megajoule per metro cubo di gas. Mezzo litro d'acqua in un pentolino richiede circa tre minuti. Il costo dipende dal prezzo locale del gas, ma in media una cottura con il fornello a gas costa dai quattro agli otto centesimi di euro. Il microonde, nello stesso scenario, costa uno o due centesimi.

I piatti già cotti cambiano il risultato

Riscaldare un piatto già cotto è il caso d'uso più frequente in casa. Qui il microonde mantiene il vantaggio, ma la differenza si riduce. Un piatto di pasta in microonde impiega due minuti e mezzo a 700 watt. Un fornello elettrico impiegherebbe quattro minuti a potenza media. Il microonde consuma circa 29 watt per ora, il fornello circa 100 watt per ora.

La pratica quotidiana però aggiunge un fattore: il microonde riscalda solo il cibo, il fornello riscalda anche il pentolino e disperde calore nell'aria. In cucina d'inverno questa dispersione non è completamente sprecata perché contribuisce al riscaldamento della stanza, ma dal punto di vista energetico è uno spreco.

Quando il fornello conviene

Il fornello diventa più conveniente solo in due situazioni specifiche. La prima è quando si cuoce a lungo, come un brodo o una minestra che richiede mezz'ora di cottura lenta. In questo caso il vantaggio del microonde di consumare meno energia per minuto viene compensato dai tempi più lunghi. La seconda è quando si scalda moltissima acqua contemporaneamente, perché il microonde ha limiti di capienza e potenza.

Un'altra considerazione riguarda il fornello a gas in cucina con ventilazione naturale. Se la cucina è fredda d'inverno, il calore disperso dal fornello è comunque calore che scalda l'ambiente. Dal punto di vista della convenienza complessiva della casa, non è uno spreco totale. Ma dal punto di vista del costo dell'operazione di riscaldamento del cibo, rimane più dispendioso.

I consumi reali in bolletta

Un uso quotidiano di microonde per tre riscaldamenti al giorno consuma circa 60 kilowatt all'ora al mese. Tre usi al giorno del fornello elettrico potrebbero arrivare a 180 kilowatt all'ora mensili. A 0,40 euro per kilowatt all'ora, la differenza mensile è circa 48 euro. Sono cifre indicative perché il prezzo dell'energia varia per zona e fornitore, ma l'ordine di grandezza è corretto.

Se in casa si cucina principalmente con il fornello a gas, il vantaggio economico del microonde è minore ma comunque presente. Un microonde che sostituisca due o tre accensioni quotidiane del fornello a gas incide sui consumi mensili di gas, anche se meno drammaticamente che nel caso dell'energia elettrica.

Il fattore dimensioni e quantità

Piccole quantità di cibo vengono scaldate più efficientemente con il microonde. Scaldare un piatto singolo in microonde costa meno che accendere il fornello. Se invece si devono riscaldare tre piatti insieme, il microonde impiega solo leggermente più tempo, mentre il fornello ne impiega uno solo. Qui il vantaggio economico del microonde diminuisce perché il costo si distribuisce su tre porzioni anziché una.

Il volume massimo del microonde è il vero vincolo. Un recipiente rettangolare che contenga tre litri d'acqua non entra nella maggior parte dei microonde domestici. Per quantità oltre il litro e mezzo, il fornello diventa a volte l'unica opzione pratica, e in quel caso il calcolo economico diventa secondario rispetto alla fattibilità.

Manutenzione e usura

Un'ultima considerazione riguarda la durata dei due apparecchi. Un microonde ha una vita media di otto e dieci anni. Un fornello elettrico incassato dura più a lungo, diciotto e venti anni. Il costo di sostituzione del microonde è inferiore, ma va considerato nel calcolo del costo complessivo per anno di utilizzo.

In conclusione, il microonde scalda a costi inferiori rispetto al fornello per la maggior parte degli usi domestici quotidiani. Il vantaggio è maggiore con piccole quantità d'acqua o piatti già cotti. Per grandi quantità o cotture lunghe, il fornello può tornare conveniente, ma rimane comunque una situazione meno frequente nella pratica di una cucina moderna.