Dopo un decennio di uso intenso, il frigorifero non è più quello di quando è stato comprato. Il compressore lavora più duramente per mantenere la temperatura, le guarnizioni lasciano passare aria fredda, e i consumi salgono senza che ce ne accorgiamo. La domanda che molti si pongono è una sola: conviene cambiarlo adesso o aspettare che si rompa del tutto?

La risposta non è semplice perché dipende da molti fattori. Un frigo di dieci anni può consumare il 30 o il 40 percento di energia in più rispetto a uno nuovo con etichetta energetica A o A+. Questa differenza si vede sulla bolletta della luce, ma quanto costa davvero il nuovo apparecchio? E soprattutto, quanto tempo serve per recuperare i soldi spesi con il risparmio energetico?

I consumi crescono col tempo

Un frigorifero funziona ventiquattro ore al giorno, trecentosessantacinque giorni all'anno. È l'apparecchio che consuma di più in una casa media italiana. Negli anni novanta e nei duemila, i frigoriferi standard consumavano tra i quattrocento e i seicento kilowatt all'ora annui. Oggi un modello A+ consuma tra i duecentocinquanta e i trecentocinquanta.

Quando l'apparecchio compie dieci anni, il calo di efficienza non è lineare. Non consuma il dieci percento di più solo perché è passato un decennio. Dipende da manutenzione, qualità iniziale e condizioni d'uso. Un frigo tenuto in cucina ventilata e non esposto al sole diretto invecchia più lentamente di uno in cantina umida o accanto al fornello. Le guarnizioni della porta, i tubi del circuito refrigerante, il termostato: tutti questi componenti si degradano.

Se il vostro frigo ha ormai dieci anni e non ricordate quando è stata l'ultima volta che le spalle hanno subito una pulizia, è probabile che consumi almeno il quaranta percento in più rispetto a quando era nuovo. Su una bolletta annuale di settanta o ottanta euro per il frigorifero, questo significa spendere venti o trenta euro di energia in più ogni anno.

Il costo dell'apparecchio nuovo

Un frigorifero nuovo non è una spesa leggera. I prezzi partono dai quattrocentocinquanta euro per modelli base con una stella di efficienza, e salgono a mille o duemilacinquecento euro per apparecchi di marchi prestigiosi con più scomparti e tecnologie di conservazione avanzata.

Se scegliete un modello A+ o A++ da seicento o settecento euro, il conto è presto fatto. Risparmiando venti o trenta euro l'anno sui consumi, ci vogliono venti o venticinque anni per recuperare la spesa. Questo calcolo cambia però se l'energia nella vostra zona costa di più. In Italia il prezzo medio della luce varia molto da regione a regione e è soggetto ai balzi del mercato europeo.

C'è anche da aggiungere il costo dello smaltimento dell'apparecchio vecchio. Non tutti i negozi includono il ritiro gratuito del vecchio frigo nell'acquisto del nuovo. Se lo fate autonomamente, potete portarlo a una piattaforma di riciclo, ma serve verificare le modalità locali.

Quando la riparazione conviene ancora

Se il frigo funziona ancora bene e vi serve solo una riparazione mirata, il conto cambia. Una nuova guarnizione della porta costa venti o trent'euro. Una ricarica del gas refrigerante può costare cinquanta o cento euro. Un termostato nuovo vale sessanta o ottanta euro. Queste spese, sommate, arrivano a duecento o trecentocinquanta euro. Se il consumo energetico non è ancora drammatico, la riparazione è conveniente.

Il problema nasce quando i guasti si accumulano. Se in due anni fate tre riparazioni diverse, il totale raggiunge seicento o settecento euro. A quel punto, comprare un apparecchio nuovo diventa più razionale.

Il calcolo reale

Proviamo a fare un esempio concreto. Avete un frigo di dieci anni che consuma trecento kilowatt l'anno, quando uno nuovo ne consumerebbe duecento. La differenza è cento kilowatt. Se pagate otto centesimi di euro per kilowatt, il costo aggiuntivo è otto euro l'anno. Se pagate quindici centesimi, diventa quindici euro l'anno.

Con quindici euro di risparmio annuo, un frigo nuovo da settecento euro si ripaga in quarantasette anni. Non è conveniente dal punto di vista energetico puro. Ma se il vostro frigo ha già fatto una o due riparazioni negli ultimi due anni, e sapete che una terza è in arrivo, il discorso cambia. Il timing della rottura è il vero ago della bilancia.

Aggiungete anche il fattore comodità. Un frigo nuovo occupa il vostro tempo nelle schermate di ricerca online, nella visita ai negozi, nell'attesa della consegna. Se quello vecchio funziona ancora, nonostante il costo energetico maggiore, spesso mantenerlo è meno faticoso che cercare un nuovo modello.

La scelta dipende dalle vostre priorità

Se vivete in una zona dove l'energia è cara, il cambio conviene prima. Se invece pagate poco la corrente, l'attesa si allunga. Se il frigo è ancora funzionante e non ha subito guasti negli ultimi anni, conviene aspettare. Se invece ha chiesto riparazioni frequenti, è ora di cercare il nuovo modello.

Una considerazione finale: gli apparecchi nuovi hanno garanzie di due o tre anni, coprono il periodo critico dei primi guasti. Un frigo di dieci anni ormai è tutto a vostro carico. Se gli serve una riparazione domani, la pagherete interamente di tasca vostra. Questa incertezza, sommata a un consumo crescente, può giustificare il cambio anche se il calcolo energetico puro non lo suggerisce.

Il momento giusto arriva quando convergono tre fattori: il consumo energetico è salito visibilmente, il costo della riparazione prossima è elevato, e avete in budget i soldi per il nuovo apparecchio senza ricorrere a finanziamenti che lo renderebbero ancora più caro nel tempo.